79a Borsa Scambio Verona

Domenica si è svolta la 79° Borsa scambio giocattoli d’epoca e modellini, un’edizione partecipata, intensa, curiosa, ricca di sorprese, di giochi per tutti! Un foltissimo pubblico di appassionati ha velocemente riempito il grande salone al secondo piano del Centro Congressi della Fiera. Ai visitatori e agli espositori che hanno reso possibile questa giornata va il nostro grazie! È stato un momento di serenità per tutti! I fanciullini dentro di noi hanno potuto concedersi qualche sprazzo di luce, per rinforzare le nostre quotidianità.

Sui tavoli erano esposti giocattoli d’epoca, bambole di biscuit vicino a Barbie in quantità, ma anche bambole in vinile e composizione

E non potevano mancare gli orsetti della Steiff, protagonisti dei nostri giochi infantili

A fare da star le automobiline, in tutte le scale, obsolete e nuove, in kit da assemblare e di tutti i colori

Anche gli spazi siderali erano ben rappresentati con Mazinga originali e versioni di Guerre Stellari più recenti

Trenini di vecchi plastici e di tutte le marche più significative, insieme a soldatini nelle varie divise rendevano animate le discussioni fra i collezionisti

Una novità di questa edizione è stata la presenza di un gruppo di appassionati che hanno realizzato la 19^ mostra Modellismo Die-Cast scala 1:8 Italia, invitando il pubblico a votare il modello più bello. Alla fine è seguita anche la premiazione, ma ciò che conta è stato vedere l’entusiasmo dei modellisti e del pubblico che faceva la fila per votare

Più che una Borsa è stato un momento di festa per tutti quanti, alla ricerca del pezzo mancante, chiacchierando fra amici, scoprendo nuovi tesori, tessendo ponti fra generazioni diverse con un unico obiettivo: una gioia condivisa, e per tutto questo ANCORA GRAZIE! Ora non resta che dare l’appuntamento alla prossima edizione:
DOMENICA 11 OTTOBRE IN FIERA

Non è vero che non si gioca più perché s’invecchia. È invece vero il contrario: si invecchia quando si smette di giocare. Questo perché il gioco, grande o piccolo che sia, alimenta la fantasia, il sogno, la creatività, promuove l’incontro e stimola da un lato la riflessione, dall’altro la progettualità. Sono queste le considerazioni che affiorano con nitidezza nei giorni delle festività natalizie.

Per trasmettere ai più giovani la nostra passione, proprio in questi giorni dovremo invitare figli e nipoti a fare un giro nella macchina del tempo per esplorare l’epoca in cui esisteva il “gioco lento”, ricordo sepolto nella memoria d’infanzia di molti adulti e che molti ragazzi e bambini neppure immaginano.

Raccontiamo le letterine scritte a Babbo Natale che sarebbe arrivato con la sua slitta trainata dalle renne la notte del 24 dicembre.

Ricordiamo ai più giovani il progetto dettagliato che facevamo con tante crocette sui cataloghi a Capodanno per aggiungere nuovi modelli alle nostre collezioni di Dinky, Corgi, Mercury, Tekno e Solido.

Spieghiamo l’attesa della Befana, quando il 5 gennaio speravamo che la calza vuota appesa al caminetto si sarebbe riempita con dolci e balocchi il giorno dopo.

Che tristezza quando le feste finivano e bisognava tornare a scuola!

Ma non è vero che l’Epifania tutte le feste porta via perché domenica 15 febbraio, in pieno carnevale, tornerà la Borsa Scambio Modelli e Giocattoli d’Epoca alla Fiera di Verona. Si terrà nel grande salone al secondo piano, ingresso A2

Faremo festa tutti insieme, grandi e piccoli, con l’animo lieto che ci avvolgeva quando giocavamo con le macchinine sui corridoi di casa, o con le bambole sulle morbide poltrone del salotto, o ancora sognando di arrivare dall’altra parte del mondo con il trenino elettrico in partenza sul tappeto della camera da letto.

Partecipare alla Borsa-Scambio è l’occasione per riflettere sulla fretta dei nostri tempi che hanno delegato ai telefonini anche il tempo della spensieratezza. Saltando a piè pari quella che doveva essere la stagione dell’infanzia, della quale il gioco era l’espressione, per passare a IPad e IPhone che prevedono risposte preconfezionate, sì o no che sia, dove la fantasia del fanciullo viene sacrificata, quasi abituandolo, fin da piccino, a nevrotiche modalità che gli diventeranno proprie, quando, con quegli stessi strumenti, dovrà destreggiarsi nell’agguerrito mondo del lavoro dell’età adulta. Non è un caso se un celebre personaggio come il filosofo cibernetico Silvio Ceccato, spesso raccomandasse: «Qualunque cosa si faccia come lavoro o come studio, vi si innesti un tanto di gioco».

Perché i giochi, tutti insieme, formeranno un esercito compatto -ma non di quelli minacciosi e cupi che da anni affollano i telegiornali- per traghettare i visitatori in una dimensione diversa, quasi terapeutica, e ritrovare qualche ora di serenità.
Sarà come riscoprire un vecchio film in bianconero, di quelli a lieto fine, seminando gioco e fantasia, e raccogliendo, se non proprio felicità, almeno lietezza. Scriveva Pablo Neruda: «Nella mia casa ho riunito giocattoli grandi e piccoli, senza i quali non potrei vivere. Il bimbo che non gioca non è bambino ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che era dentro di sé e che gli mancherà molto».